Salvador Marco

Vive in un paesino della pianura friulana, nella stessa antica casa dov’è nato. Dopo un giovanile esordio letterario, si è dedicato soprattutto allo studio delle comunità rurali friulane nel medioevo pubblicando numerosi saggi. Solo all’inizio di questo millennio è tornato alla narrativa con la pubblicazione quasi in contemporanea di due romanzi: uno ambientato nel mondo longobardo (Piemme) e l’altro in un’odierna casa di riposo (Fernandel).
È stato il suo modo di affrontare due problemi ancora attualissimi: la complessità di ogni transizione tra due epoche storiche e la condizione degli anziani in difficoltà.
Entrambi hanno avuto un ottimo successo di critica e pubblico e “Il longobardo” ha vinto il premio Citta di Cuneo per il Primo Romanzo (ex aequo con “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan) ed è stato tradotto in varie lingue. A questi sono seguiti altri sei romanzi con Piemme, due con Fernandel e uno con Biblioteca dell’Immagine.
Inoltre: “Lettera a Lucilla” per il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna (2007) e “Lapis Lydius” per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Volturnia Edizioni (2018).
Nel 2013 è entrato nel novero di chi ha ricevuto il prestigioso premio Riccardo Francovich per la divulgazione storica istituito dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) e patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, assieme ad Alessandro Barbero, Pupi Avati, Franco Cardini, Piero Angela e Chiara Frugoni.

VOLUMI AUTORE